Blog, Facebook o TrentoBlog Community?..
In pochi mesi – soprattutto dalla primavera 2008 in poi – gli internauti italiani hanno scoperto Facebook, i cui utenti registrati del Bel Paese superano oggi i 4 milioni.
Un fenomeno, quello italiano, che fa seguito a quanto già successo negli States e che sta succedendo nel resto del mondo. Sono 130 milioni – migliaia in più o meno – gli utenti registrati di FB, che ha superato il “rivale” My Space per numero di iscritti.
C’è chi ha già gridato alla morte dei blog: troppo complicati, troppo prolissi, troppo noiosi da utilizzare in confronto alla facilità ed immediatezza di un social network. In FB apro il mio profilo personale con pochi click, e subito posso gettarmi alla ricerca di amici da aggiungere alla mia lista, partecipare ai gruppi, lanciare “cause”, diventare fan di qualche VIP o marchio famoso…
Certo tutto questo con un blog non si può fare, ma si può fare dell’altro per cui un social network non è proprio adatto, anzi direi che è limitante.
Per questo motivo non credo che i blog moriranno, anzi forse troveranno ancora meglio la loro giusta collocazione, per essere utilizzati come veri e propri strumenti di pubblicazione.
E’ anche su queste idee che si basa il progetto TrentoBlog Community, che è un social network ma anche una piattaforma per la pubblicazione di blog personali.
In altre parole ognuno può scegliere il livello di coinvolgimento che più gli è consono: aprire la pagina personale, connettersi ad altri amici, aprire gruppi di discussione… fino ad aprire uno o addirittura più blog personali. E’ facile, è divertente personalizzare poi il layout grafico, ma certamente è interessante soprattutto per chi abbia qualcosa da dire.
Un’ultima annotazione. TrentoBlog Community ha alcune altre caratteristiche specifiche, tra cui ne vorrei segnalare due:
- è un social network territoriale: rispetto ai social media generalisti, TB Community – come l’urban blog di cui è figlio – nasce e insiste sulla realtà territoriale di Trento e del Trentino; saranno forse più vicini, dunque, e più a portata di mano i collegamenti tra realtà virtuale e realtà “fisica”;
- è una community aperta: a differenza di FB, ad esempio, in TB Community non è necessario registrarsi per leggere i contenuti; l’attività della community, e naturalmente i contenuti dei blog degli utenti registrati, sono tutti visibili; l’idea alla base di questa scelta è quella di favorire un utilizzo diverso del social network rispetto a quanto già visto…
jessicace8 ha detto:
Secondo il mio parere i social network, proprio perchè immediati e di facile fruizione sono sì uno strumento più maneggiabile rispetto ai blog, ma allo stesso tempo sono anche molto più dispersivi…
Nel momento in cui mi iscrivo ad una community mi ritrovo sommersa da un’insieme di informazioni/pareri che, nella stragrande maggioranza dei casi non dialogano tra di loro, ma gettano nella mischia questioni disgiunte e spesso sorde alle richieste altrui…
La cosa peggiore è che, tra chiacchiere e voglia di dire la propria a tutti i costi, si corre il rischio di farsi passare l’entusiasmo per uno strumento potenzialmente costruttivo.
I blog invece, proprio perché più “complessi” svolgono l’utilissima funzione di barriera anti-perditempo. Le persone veramente interessate a ciò di cui in essi si scrive sono solite ricercarli, frequentarli ed impegnarsi per trovare il modo di dare un proprio reale contributo (leggendo con frequenza i post, lasciando commenti inerenti, proponendo link, discussioni…). Chi invece si ritrova online solo per passare il tempo finisce inesorabilmente con il rimbalzare sul primo “ostacolo tecnico” o addirittura con il non vedere ciò a cui non è interessato. Un esempio: se non li cerco, difficilmente finisco con l’imbattermi in nuovi blog, con le community invece, basta accedere una sola volta per ritrovarsi la casella e-mail intasata di richieste, inviti o partecipazione ad eventi a cui il più delle volte non sono interessato). Il mondo dei blog è molto più definito e discreto e quelli che vengono individuati come ostacoli d’utilizzo sono a mio parare, delle vere e proprie tutele che, molto proficuamente per i reali fruitori del blog, portano lo stolto o il non interessato all’autoesclusione.
Detto questo, ritengo che i social network svolgano almeno una funzione importante: diffondono la conoscenza dell’altrui esistenza. “Pubblicizzano” un personaggio un’iniziativa, un prodotto, uno spettacolo, forniscono la possibilità di discutere di reali problematiche che mediante altri media vengono invece oscurate. Inoltre, aprendo una porta sugli universi paralleli dei blog, permettono agli interessati di ampliare la cerchia dei contatti da coltivare. Attraverso le community possono infatti cercare altri soggetti che come me si interessano, per esempio di antropologia e, una volta raggiunto il numero di contatti che mi interessa mantenere, posso impegnarmi nel gestire tali rapporti solo ed esclusivamente via blog.
Il problema è che essendo i social network gli specchi della società offline, non possono riprodurne i pregi senza moltiplicarne anche i difetti. Non possiamo creare una reale “intelligenza collettiva” se prima non impariamo a svincolarci dalle distrazioni.
Per questi motivi ritengo che, almeno fino a quando la moda dei social network non si sarà ridimensionata ad un livello specificatamente più definito, i blog continueranno ad esistere e a distinguersi per i contenuti non chiacchierati e pasticciati dall’informe e rumoroso crogiuolo dei social network.
Gennaio 22nd, 2009 alle 15:17
jessicace8 ha detto:
A proposito…su facebook mi hanno appena invitato a diventare un rapitore seriale…
Gennaio 22nd, 2009 alle 15:36
Filippo Bonadiman ha detto:
Bel pensiero Jessica,
davvero. Hai sollevato punti e spunti tuoi personali proprio interessanti. Posso concordare con te in toto su quello che hai detto.
Ripenso a come è partito tutto, ossia per sentito dire: ‘Iscriviti a Facebook dai’. E allora l’ho fatto. E credo che questo sia stato un pò il motivo trainante di quasi la totalità di quei 4 milioni di italiani che ora popolano questo Social Network. Si entra nel giro, ci si diverte un pò, e poi le possibilità sono due, credo: o ci si evolve e si cerca di dare una valida motivazione a questo vagare in Internet, o si resta lì passivi, a perdere il proprio tempo aspettando le richieste di amicizia o qualche test idiota su chissà quale tema. Distinguo questi due gruppi, ma non è detto che ce ne sia poi un terzo che è la via di mezzo. Di motivazioni ce ne stanno di infinite per cui è possibile trovare uno scopo da dare a questo modo di interagire: dal tenere i contatti con le persone, con gli amici, ritrovarne altri e poterle sentire con maggior frequenza e maggior semplicità, condividere momenti e situazioni, o la tua di motivazione, che è simile alla mia, ma vabbè questo è un altro discorso.
Ritengo i social network uno strumento utile e da sfruttare se davvero si utilizzassero così, come abbiamo parlato mesi fa in redazione, con uno scopo, un obiettivo. Una volta che una persona ne trova uno per cui l’utilizzo dello strumento social network gli permette di raggiungerlo, allora credo che si possa arrivare a fare di questo mondo virtuale uno strumento che ha un senso e un significato.
Non so poi se la moda dei Social Networ si svilupperà ancora, chissà cosa potrà aspettarci, o se si stabilizzerà o se addirittura andrà a morire, perchè queste sono le possibilità, come tutte le mode, che è forse il termine più azzeccato per apostrofare questi strumenti che ormai stanno spopolando. Ma comunque vada a finire l’importante è tenere bene a mente il nostro obiettivo e la nostra motivazione e perseguirla, con o senza Social network.
Ieri a RTTR parlavano di Facebook e Internet. C’era l’intervento di un signore che ha detto che ritiene Facebook uno strumento negativo sotto l’aspetto delle amicizie, specificando che secondo lui non si possono considerare amicizie quelle che si tengono via chat o in rete. Questo pensiero che può essere condivisibile, impatta e si annulla subito se noi riusciamo a fare del social network un punto di incontro, di condivisione e di tenere i contatti. E’ come un cellulare. Neanche per msg si possono mantenere le amicizie, ma se con i messaggi mantieni i contatti e ti organizzi per incontri o si condividono pareri e pensieri, allora sì che, portato tutto in FaceBook o in altri social network, si trova una reale motivazione, uno scopo e un obiettivo che rendono utili ed efficaci questi strumenti, al pari delle lettere, dei messaggini e della chat.
Gennaio 23rd, 2009 alle 11:10
andrea ha detto:
Ben scritto, Jessica e Filippo, ma come potremmo applicare queste consierazioni al progetto TrentoBlog Community?..
Gennaio 24th, 2009 alle 15:22
ospite ha detto:
Il blog è sicuramente il mezzo migliore per chi, come me, non ha la possibilità di comunicare le proprie idee a persone esterne alla sua cerchia di amicizie. Attraverso questa “porta” si può vedere un mondo di idee molto vasto e, cosa più importante, parteciparvi direttamente con propri contributi. Il poter partecipare a discussioni di gruppo pone le basi per legami di amicizia, poiché essa si basa sulla conoscenza reciproca che a sua volta si basa sulla comunicazione delle proprie idee.
A differenza di siti come facebook dove il contatto avviene per brevi frasi buttate li a caso, nel blog avviene su precise posizioni.
Devo dire che TRENTOBLOGCOMUNNITY è, almeno per me, a oggi il più semplice e dinamico da usare, parola di profano.
ciao francesco
Marzo 2nd, 2009 alle 16:42
Paola Torre ha detto:
La mia storia con facebook nasce nel settembre 2007 a Stoccolma.Ero al Dipartimento presso cuii svolgevo la tesi e vedevo le mie colleghe bionde svedesi che si collegavano quotidianamente!
All’inizio non capivo il senso..pensavo che fosse uno scarno strumento di comunicazione, poi è rapidamente diventato un ottimo modo per connettere i vari studenti internazionali incontrati nel mio percorso.. grazie a facebook potevo prendere conoscenza di eventi musicali, universitari e presso i principali locali di Stoccolma. Una volta tornata in Italia Agosto del 2008 il network inizia a prendere una piega ridicola.Compèagni delle elementari nostalgici, foto delle scuole medie che pensavo fossero finite in qualche buco nero della mia vita, colleghi di laboratorio curiosi del sapere cosa avessi fatto..vistoe conosciuto a Stoccolma..!Mi piace la possibilità di connettere le persone,è un ottimo strumento per mantenere i contatti..specialmente se li hai sparsi per il mondo..ma detesto il suo lato demenziale!Si sta giungendo all’esaperazione con gruppi che celebrano il nulla più totale, di cui uno sono anche io la creatrice (Dedicatoa tutti i pigri ehheh)e con persone che se la vita ha voluto che tu perdessidi vista probabilmente è stato fisiologico! Sono del parere che determinati rapporti dato il loro valore possono continuare anche senza network , poi ci sono dei rapporti blandi che magari necessitano il supporto di una simile forma di comunicazione..ma i rapporti che non sono nati tra i banchi di scuola non possono trovare spazio su una piattaforma virtuale! questo mi sembra una forzatura eccessiva!Ora sono a Trento, da circa un mese e avrei piacere ad entrare in contatto con gli usi i costumi, le tradizioni e le abitudini di questo posto. Mi è difficile farlo “live” dal momento che il mio ambiente lavorativo non è propriamente stimolante da questo punto di vista..o forse bah sarà ancora l’inizio! Così ho pensato ..quale modo migliore se non una community? Ed eccomi qua..spero di poter avere confronti costruttivi! 10 e lode a questa community
Giugno 6th, 2009 alle 18:54
andrea ha detto:
Tantissime grazie, Paola, per questo tuo contributo personale!
Noi di Etymo (la società editrice di TrentoBlog e TrentoBlog Community) ci interroghiamo quotidianamente sui pro e contro di un social network, e se alcune nostre scelte precise nel creare TB Community stanno effettivamente aiutando lo sviluppo del progetto nel senso che intendevamo: mi riferisco in particolare alla scelta di un network aperto, leggibile anche da chi non si registra… che forse anche nel tuo caso ti ha invogliato a valutare di che tipo di ambiente si trattava e infine ad iscriverti…
Spero proprio che TB Community possa aiutarti a comporre il tuo network di relazioni trentine. Per tenerti informata sugli eventi e la vita culturale di Trento e provincia ti consiglio anche di dare un occhio al sito da cui nasce la community, che è Trento Blog ( http://www.trentoblog.it ).
Buon viaggio!
Giugno 6th, 2009 alle 21:45
Francesca Gregori ha detto:
Condivido le parole di Paola.
Anche io trovo -vorrei dire un pò demenziale, ma preferisco, per non offendere nessuno , scrivere- molto riduttivo e superficiale l’utilizzo che viene per lo più fatto dei social network. Certo l’entusiasmo può portare un pò tutti all’inizio a rimettersi in contatto con gente non vista nè sentita per anni, ma ad un certo punto dovrà pur intervenire un momento critico…soprattutto quando ti accorgi che le stesse dinamiche che si erano sviluppate anni fa in un rapporto di conoscenza o amicizia si riproducono in rete.
Quindi, complimenti a questa community, che è stata creata come uno spazio “ragionato”, che stimola il dialogo e premia l’intraprendenza.
Giugno 7th, 2009 alle 11:32
tommaso ha detto:
Ciao Paola interessante analisi.
stavo pensando alla tua esperienza di Stoccolma e mi è scattato qualcosa… prova a seguire il mio ragionamento…
Facebook è uno strumento globale, tarato e costruito a livello planetario, ma ad oggi pur essendo sempre piu simili i giovani del mondo rimangono delle forti differenze culturali tra le varie popolazioni e nazionalità. Da qui emergono quindi delle profonde differenze nell’utilizzo che si fa della piattaforma stessa e solo la sua diffusione sempre piu capillare ne fa vedere questo aspetto. Siamo italiani e nonb può che trasparire anche su facebook il nostro modo di essere.. nel bene (poche volte) e nel male…. l’italiano si sà, ovunque vada lo si riconosce…
Giugno 8th, 2009 alle 18:03
serotonina ha detto:
Tutti i giorni mi sveglio incavolata! Ce l’ho con tutta una serie di cose che non vanno per il verso giusto.
Una di queste cose è dover capire che l’Italia è davvero solo un bel paese e nulla di più.Ok … Trento è un ottimo esempio di efficienza e laboriosità, che stona con le mie origini e il mio modo di essere, ma qualcosa manca..manca per sentirsi anche qui più vicini all’Europa che all’Italia.Si Tommaso probabilmente l’Italia, nella sua complessità,quasi impossibile da riscontrare in altri paese per storia, usi costumi e tradizioni, nasconde qualche meccanismo perverso..qualcosa per cui ogni cosa da utile può diventare inutile, da bella brutta etc etc. Ma c’è qualcosa, e vi giuro che appena lo capirò lo renderò noto al mondo intero che mi fa ancora continuarea credere in questo paese..qualcosa che mi trattiene, anche dopo aver trovato l”America” in Europa..
Giugno 8th, 2009 alle 22:50
andrea ha detto:
Forse quel “qualcosa” ce l’ho anch’io, e ce l’ha Tommaso e lo hanno anche molti altri: è semplicemente il fatto di essere italiani. Le radici scavano per trovare un senso, un’identità, e dei motivi per la crescita; non si lasciano rigettare facilmente.
Giugno 8th, 2009 alle 23:23
Tommaso ha detto:
io “orgoglioso di essere italiano” non lo sono mai stato, ma sento le mie radici piantate qui nella mia terra… sono le uniche che ho e se fossero altrove non sarebbero così forti!
Giugno 9th, 2009 alle 11:06
PaTor ha detto:
Cosa intendi per tua terra?
Giugno 9th, 2009 alle 23:42
tommaso ha detto:
la mia terra è l’italia e se restringo il cerchio il trentino. Potrei considerare il mondo intero come la mia terra, ma è un astrazione che non mi riesce… faccio fatica a sentirmi parte di qualcosa che non conosco bene..
Giugno 10th, 2009 alle 09:19
MASSIMILIANO ha detto:
carissimi amici, circa il dilemma: social network o blog, credo che la disamina di Jessica sia davvero ben articolata, logicissima ed affascinante. Tuttavia ho sempre creduto nell’universalità del messaggio. Prendiamo L’Iliade ad esempio. Essa è studiata e compresa dagli studenti delle scuole medie e, al tempo stesso, oggetto di profondissimi studi da parte di insigni letterati. Il messaggio in essa contenuto, infatti, è universale, arriva cioè a chiunque, proprio perché si presta a vari livelli di lettura e d’interpretazione. Nel mio piccolo anch’io, all’inizio, scrivevo poesie e racconti più ermetici di quelli che scrivo attualmente ( alcuni sono pubblicati sul nostro TB ).
Poi mi accorsi che essi, pur apprezzati da persone aventi la cosiddetta “ cultura classica”, non erano pienamente compresi dalla gente che tale cultura non possedeva. Oggi la mia produzione letteraria è, volutamente, classicamente imperfetta; ma, lo dico con orgoglio, viene compresa da chiunque, anche ad una prima, veloce, lettura. Dunque, per quanto mi riguarda, ben venga il passaggio al social network. Una comunità selezionata è già presente. Questa attrarrà a se i moltissimi che hanno bisogno di sollecitazioni esterne per scoprirsi interessati a qualcosa di più “complesso” – come scrive Jessica-. Gli irriducibili ( cito testualmente gli inviti, più volte fattimi, provenienti da FB – FaceBook – ) del Gruppo “ amanti dei bei culi “ “ adottiamo una venezuelana 20enne “ “ salviamo il culo di Belen dall’isola” e via dicendo, invece, sfiorata la nuova comunità trentina, la fuggiranno presto per tornare esclusivamente al vecchio amore: FB . Certo, magari, direte voi, il passaggio potrebbe essere realizzato solamente quando la comunità selezionata di TB sarà molto più ampia e consolidata. Dite, bene; concordo, carissimi amici.
Circa la questione delle radici, dell’appartenenza, invece, mi permetto di rispondervi con una mia poesia, realizzata qualche anno fa:
RADICI
Ho tagliato le mie radici.
Sol erano gravi catene
che a un punto fermo
imprigionavano.
Sono libero adesso;
figlio del mondo ora;
di tutte le culture e di nessuna.
Da pesante quercia
ad allegro giardiniere son rinato:
artista delle fronde e degli arbusti
che con pari amore cura,
nell’orto sconfinato della terra,
tutte quante le differenti piante,
ciascuna con le proprie,
sue
tipiche
radici.
Giugno 10th, 2009 alle 12:04
vincentblacksmith ha detto:
A mio parere il Blog riesce meglio a sviluppare l’identità “oggettiva”, rispetto al social network che sembra, ad oggi, affermare decisamente un identità prevalentemente “soggettiva”. Credo che, questo, sia legato soprattutto all’aspetto dei contenuti, necessari a costruire una più completa identità “oggettiva” individuale e collettiva. Il social network rispetto al blog è incentrato,soprattutto, sulla singola persona e sembra esaurirsi, più di ogni altra cosa, sulle sue relazioni, e con grande debolezza per il suo contenuto.
Il fatto di essere all’interno di un social network ha già una sua, diciamo, importanza e direi una sua compiutezza esclusivamente nel contarsi: “Ci sono, insieme all’altro e quindi esisto”. Non che, nei Blog, sia di poco conto contarsi. Ma Il fatto,sostanziale, è quello che, quando decidi di essere iscritto ad una Community, l’azione stessa, non può esaurirsi nell’atto della sola iscrizione, cosa che avviene con frequenza nei social network. Negli stessi, potrebbe essere già sufficiente soltanto il fatto di essere presente. Troppo poco, perché bisognerebbe guardare a come esserci. Esistere soltanto per contare e farsi contare? La partecipazione ad una Community, non ha alcun peso, fino a quando non si inizia a partecipare attivamente alle discussioni, scrivendo e interagendo come adesso stiamo facendo.
La funzione della scrittura e della lettura che ritengo per certi versi salvifica è sicuramente più preponderante nel Blog. Nei social network come face book, le relazioni nascono e muoiono, soprattutto, per ciò che la gente e’ o dice di essere, preferendo l’identità “soggettiva” a quella “oggettiva” e questo non basta se non avviene attraverso una partecipazione più attiva e non semplicemente associativa( aderire a quel logo, a quel nome, a quell’idea, stop). Nei blog le relazioni nascono per ciò che la gente scrive e dice di pensare. Due modi diversi di intendere e rendere più compiuta l’identità “oggettiva” e non mi pare di così poca sostanza.
P.S
Volevo complimentarmi con Andrea e Jessica che si stanno spendendo per questo progetto in cui fanno bene a credere.
Bella Massimiliano, la tua poesia sulle radici.
Giugno 10th, 2009 alle 17:38
andrea ha detto:
Ringrazio Vincent e ci tengo a girare i complimenti anche a Tommaso Brentari, che in Etymo è responsabile del web design, e a tutti gli altri nostri collaboratori che a vario titolo ci aiutano nell’attività editoriale di TrentoBlog e della Community.
Tutto questo è il risultato di un lavoro di squadra animato effettivamente da molto entusiasmo e passione, ma una community cresce e si sviluppa soprattutto con il contributo dei suoi utenti, potremmo dire anzi che va dove vanno i suoi utenti.
In questo senso quindi è grazie a tutti voi che qui – in questo luogo “virtuale” – sta prendendo forma qualche cosa: è una cosa e tante cose, uno spazio di confronto, una piattaforma per lanciare idee, uno spazio di visibilità per artisti o attività culturali ecc. Ancora una volta: è ciò che i membri della community la fanno diventare con la loro partecipazione.
Condivido quello che scrive Vincent su blog e social network… In TB Community abbiamo voluto integrare entrambe le dimensioni del comunicare, ed è per questo che il social network è aperto alla lettura ed è anche una piattaforma su cui poter aprire dei blog.
A proposito di quest’ultimo punto, inviterei gli autori dei blog della community che ne avessero voglia a provare a sfruttare le notevoli possibilità di personalizzazione del layout grafico dei blog: all’interno del pannello di controllo, alla voce “Aspetto”, abbiamo messo a disposizione un numero veramente ampio di template già pronti… ce n’è per tutti i gusti, e altri ne aggiungeremo.
Per questi aspetti tecnici vi invito a fare riferimento a Tommaso, che può darvi consigli e indicazioni; è stato creato anche il gruppo “Sviluppo della community”, di cui è amministratore appunto Tommaso: http://trentoblogcommunity.com/groups/sviluppo-della-community
Buona community a tutti!
Giugno 11th, 2009 alle 10:15
Waymninessy-online ha detto:
quello che stavo cercando, grazie
Novembre 12th, 2009 alle 02:25