Riprendo dalla Ribolla Gialla 1990.Grande emozione o meglio rara emozione. Un vino bianco all’epoca poco conosciuto e poco diffuso stappato a quasi 20 anni dalla vendemmia. Di un sanissimo colore giallo chiaro ,limpido,cristallino.Al naso spicca il profumo del vino bianco evoluto. Nessuna puzza, teniamo sempre presente che il vino è una materia viva e in tanti anni nel chiuso di una bottiglia possono ”degenerare” parecchi componenti per le più svariate cause,ma quì non è accaduto niente di quel genere .Si sente una precisa nota minerale, simile a quella che distingue i Puligny Montrachet e non me ne voglia chi non ha mai annusato uno quei nobili bianchi di Borgogna. La citazione non vorrebbe essere snob, ma questa Ribolla Gialla ’90 è di quel rango, di quel livello.Cercando altri profumi trovo una spezia fine e un’accenno di scorza d’arancia. In bocca è sapido e minerale con un descrittore aromatico in netta evidenza: il pompelmo . ”Quello rosa, il pompelmo rosa ” aggiunge Ornella.Gianni ed io troviamo che sembra uno Champagne senza le bollicine ,mentre Giorgio, che di questo vino è il padre , si allontana per un paio di minuti e se ne torna con i risultati di un’analisi istantanea riguardante l’acidità e zuccheri residui contenuti nel campione che stiamo assaggiando e li confronta con quelli del 1991, anno di imbottigliamento di questa indimenticabile Ribolla, commenta da buon friulano la sua soddisfazione con molta modestia, senza vanterìa . Siamo tutti piuttosto emozionati. Io non ci avrei mai creduto se non mi ci fossi imbattuto di persona in questa Ribolla G. del 90. Tornato a casa sono andato rivedere i miei giudizi dati negli assaggi per
Guida Vini Buoni d’Italia riferiti alla Ribolla G. 2007 ”L’Adelchi” Venica e con mia grande sorpresa li ho trovati molto coerenti con la descrizione della versione del 1990. Complimenti alla famiglia Venica che in tutti questi anni ha sempre creduto nei propri principi che mi permetto di sintetizzare in poche parole: rispetto e
valorizzazione del territorio, rispetto dei vitigni, delle uve e delle loro caratteritiche, rispetto per il
consumatore al quale viene puntualnmente proposto un prodotto di grande coerenza e dignità.