BERTOLUCCI, e una pausa poetica
Mercoledì, Agosto 4th, 2010Ogni settimana mi piace soffermarmi sulla poesia ed oggi parlerò di un libretto comprato nel 2000 ad Albenga dove io e Piero accompagnammo Stefania per un suo concerto. Come sempre stavamo trascorrendo l’estate qui a Borzonasca e quell’anno, ricordo, fiorì una solitaria rosa bianca. Normalmente nel giardinetto ci sono rose rosa o rosso cupo - quelle antiche, dette rose d’amore, profumatissime -che lentamente però sentono l’avvicinarsi dell’abbandono e diventano sempre più rare. Ma che meraviglia la rosa bianca fiorita nell’agosto del 2000 scoperta appena dopo aver letto la poesia di Bertolucci. “La rosa bianca”
Coglierò per te / l’ultima rosa del giardino / la rosa bianca che fiorisce / nelle prime nebbie. / Le avide api l’hanno visitata / sino a ieri / ma è ancora così dolce / che fa tremare. / E’ un ritratto di te a trent’anni / un po’ smemorata, come tu sarai allora.
Ci sono 36 poesie in questo libretto edito da Mondadori quasi tutte dedicate alle stagioni , al tempo che passa, ai ricordi, al senso della vita, insomma ai pensieri che ognuno di noi rimescola.
“Non chiedere altro, la felicità è in questo / corso paziente, mentre gli anni fuggono / e i giorni così lenti scorrono, / il sole indugia su palpebre e muri, / tu, io, i cari figli l’accogliamo/ diversa beatitudine, persone separate…
Attilio Bertolucci è nato a Parma nel 1911 ed è padre dei due registi cinematografici Bernardo e Giuseppe. Già nel 1950 pubblica poemetti vari e poi un grande romanzo autobiografico in versi “La camera da letto”, un caso unico nella poesia del Novecento. Lavora poi anche per il cinemna e per la Rai.
Mi fa bene leggere le sue poesie gradevoli guardando i fiori, il cielo che ora si sta corruscando, le rondini , perchè le sue parole compenetrano con semplicità e musicalità la mia attenzione agli elementi naturali.
“Questo è un anno di papaveri, la nostra / terra ne traboccava poi che vi tornai / fra maggio e giugno, e m’inebriai /d’un vino così dolce così fosco./
Dal gelso nuvoloso al grano all’erba / maturità era tutto, in un calore/ conveniente, in un lento sopore / sopore diffuso dentro l’universo verde.
Fiori che ispirano versi, fiori che caratterizzano le persone come la “signora delle camelie”. Ma soltanto le donne vengono accomunate ai fiori? E gli uomini? E voi che fiore vi sentite?
***
Domani ci sarà un post di Raffaella che io ospito con infinita gioia.
E Camilla avrà trovato il “duende” di Garcia Lorca? Potrebbe scriverne visto che il 19 agosto è l’anniversario della morte di Lorca, fucilato dai franchisti nel 1936. (ho ritrovato questa data in una preziosa e piccola agenda letteraria nascosta nel cassetto della macchina da cucire di mia mamma!)







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